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boise2009

Tutti i risultati...

...degli atleti ticinesi impegnati nelle discipline dello snowboard, dello sci alpino e del fondo:

snowboard
     
slalom gigante
novizi gr. 3
1
Ethan Barenco
novizi gr. 4
1
Yuri Turganti
super G
novizi gr. 2
2
Ethan Barenco
novizi gr. 4
1
Yuri Turganti
slalom speciale
novizi gr. 3
1
Ethan Barenco
novizi gr. 3
4
Yuri Turganti
sci alpino
        
super G
avanzati gr. 9 uomini
1
Aldo Pedrazzini
avanzati gr. 9 donne
3
Katrin Fox
medi gr. 11 uomini
2
Mario Cavallo
slalom gigante
avanzati gr. 9 uomini
2
Aldo Pedrazzini
avanzati gr. 9 donne
3
Katrin Fox
medi gr. 11 uomini
3
Mario Cavallo
slalom speciale
avanzati gr. 7 uomini
3
Aldo Pedrazzini
avanzati gr. 8 donne
2
Katrin Fox
medi gr. 11 uomini
3
Mario Cavallo
sci di fondo
       
500 metri
1
Lorenzo Leone
6
Silvia Boschetti
1 chilometro
gr. 212
5
Marco Jordi
gr. 19
6
Lorenza Lucchini
gr. 111
8
Silvia Boschetti
gr. 28
8
Lorenzo Leone
3 chilometri
gr. 207
3
Marco Jordi
gr. 104
s.r.
Lorenza Lucchini

 

le foto del rientro trionfale in Ticino, lunedì 16 febbraio

tutte le foto scattate a Boise... visitate il sito SO svizzero

guardati i video dell'arrivo a Bellinzona

Da Le TOP, estate 2009

Il lavoro dietro al successo

Giochi mondiali di Boise (inverno 2009)

di Aldo Doninelli, capo delegazione di SO Svizzera

Le foto ed i risultati ottenuti ai giochi mondiali di Boise sono il coronamento di una preparazione durata oltre un anno. Le immagini ritraggono gli atleti con le medaglie e con il sorriso sulle labbra e non fanno capire quale è stato il cammino per giungere a tale soddisfazione.
Il capo delegazione viene spesso visto come il responsabile che durante la manifestazione non fa nulla, se non rappresentare la delegazione e visitare gli atleti alle competizioni. In realtà questa è solo la vetrina durante le manifestazioni. Il grosso lavoro viene svolto in fase di preparazione e mi sembra interessante illustrare ciò che comporta veramente essere capo delegazione di Special Olympics.
La preparazione inizia con circa un anno e mezzo dall’inizio dei giochi con la fase progettuale, durante la quale la direzione nazionale riceve dapprima le quote ufficiali da parte di Special Olympics International e redige in seguito un progetto per portare la delegazione ai giochi. L’aspetto finanziario è di grande importanza ed è legato alla struttura di Special Olympics Svizzera, per questo motivo è SOCH che si occupa di trovare il finanziamento necessario, che per i giochi di Boise era di 150'000.- franchi.
La procedura di selezione è un processo piuttosto lungo e delicato, che necessita di particolare attenzione soprattutto nella scelta degli allenatori, in rappresentanza di tutte le regioni linguistiche. Anche la scelta dell’equipaggiamento è un processo delicato, legato sia alle disponibilità finanziarie, sia alla necessità di disporre di materiale adeguato. Nel caso dei giochi mondiali invernali di Boise, questo processo si è rivelato assai complicato ed abbiamo avuto notevoli problemi con l’abbigliamento ufficiale, tanto da non riuscire a fornire gli stessi vestiti a tutta la delegazione.
Gli ultimi problemi incontrati durante la fase organizzativa della trasferta a Boise sono stati i documenti e le procedure di immigrazione negli Stati Uniti. Se il passaporto biometrico ha semplificato l’accesso, i detentori di altri passaporti sono stati confrontati con la necessità di recarsi all’ambasciata americana a Berna per l’ottenimento del visto. Ma non tutto era risolto, perché al momento di partire è stato negato il permesso di viaggio a due atleti, a causa di dettagli nei documenti personali. Per questo motivo le due persone coinvolte e un allenatore hanno dovuto ritardare il loro viaggio in America di un paio di giorni.
Sul posto quasi tutto ha poi funzionato bene, ad eccetto dei trasporti. Il sistema di trasporto per gli atleti da e per i centri sportivi presentava delle lacune e nemmeno una richiesta specifica indirizzata agli organizzatori ha permesso di migliorare i servizi. Il rientro ha infine riservato l’ultima sorpresa e a causa del maltempo siamo stati costretti a pernottare una notte supplementare ad Atlanta.
In conclusione l’esperienza di capo delegazione è stata molto istruttiva ed ha confermato che la partecipazione ai giochi mondiali è tutto fuorché una vacanza. Il ruolo di capo delegazione è fondamentale per la delegazione, la quale non si deve occupare minimamente della gestione dei problemi. Personalmente ho svolto questo compito con molto interesse e motivazione ed il risultato è stato molto gratificante: ho visto la gioia e la soddisfazione sui volti di tutti gli atleti!
Aldo Doninelli