...degli atleti ticinesi impegnati nelle discipline dello snowboard, dello sci alpino e del fondo:
| snowboard
|
slalom gigante
|
novizi gr. 3 |
1 |
Ethan
Barenco |
| novizi gr. 4 |
1 |
Yuri Turganti |
||
| super G
|
novizi gr. 2 |
2 |
Ethan Barenco |
|
| novizi gr. 4 |
1 |
Yuri Turganti |
||
| slalom speciale
|
novizi gr. 3 |
1 |
Ethan Barenco |
|
| novizi gr. 3 |
4 |
Yuri Turganti |
||
| sci alpino
|
super G |
avanzati gr. 9 uomini |
1 |
Aldo Pedrazzini |
| avanzati gr. 9 donne |
3 |
Katrin Fox |
||
| medi gr. 11 uomini |
2 |
Mario Cavallo
|
||
| slalom gigante |
avanzati gr. 9 uomini |
2 |
Aldo Pedrazzini |
|
| avanzati gr. 9 donne |
3 |
Katrin Fox |
||
| medi gr. 11 uomini |
3 |
Mario
Cavallo |
||
| slalom speciale |
avanzati gr. 7 uomini |
3 |
Aldo Pedrazzini |
|
| avanzati gr. 8 donne |
2 |
Katrin Fox |
||
| medi gr. 11 uomini |
3 |
Mario Cavallo
|
||
| sci
di fondo
|
500 metri
|
1 |
Lorenzo
Leone |
|
| 6 |
Silvia Boschetti
|
|||
| 1 chilometro
|
gr. 212 |
5 |
Marco Jordi |
|
| gr. 19 |
6 |
Lorenza Lucchini
|
||
| gr. 111 |
8 |
Silvia Boschetti
|
||
| gr. 28 |
8 |
Lorenzo
Leone |
||
| 3 chilometri
|
gr. 207 |
3 |
Marco Jordi |
|
| gr. 104 |
s.r. |
Lorenza Lucchini
|
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le foto del rientro trionfale in Ticino, lunedì
16 febbraio ![]()
tutte le foto scattate a Boise... visitate il sito SO
svizzero ![]()
guardati i video dell'arrivo a Bellinzona ![]()
Giochi mondiali di Boise (inverno 2009)
di Aldo Doninelli, capo delegazione di SO Svizzera
Le foto ed i risultati ottenuti ai giochi mondiali di
Boise sono il coronamento di una preparazione durata oltre un anno.
Le immagini ritraggono gli atleti con le medaglie e con il sorriso sulle
labbra e non fanno capire quale è stato il cammino per giungere
a tale soddisfazione.
Il capo delegazione viene spesso visto come il responsabile che durante
la manifestazione non fa nulla, se non rappresentare la delegazione
e visitare gli atleti alle competizioni. In realtà questa è
solo la vetrina durante le manifestazioni. Il grosso lavoro viene svolto
in fase di preparazione e mi sembra interessante illustrare ciò
che comporta veramente essere capo delegazione di Special Olympics.
La preparazione inizia con circa un anno e mezzo dall’inizio dei
giochi con la fase progettuale, durante la quale la direzione nazionale
riceve dapprima le quote ufficiali da parte di Special Olympics International
e redige in seguito un progetto per portare la delegazione ai giochi.
L’aspetto finanziario è di grande importanza ed è
legato alla struttura di Special Olympics Svizzera, per questo motivo
è SOCH che si occupa di trovare il finanziamento necessario,
che per i giochi di Boise era di 150'000.- franchi.
La procedura di selezione è un processo piuttosto lungo e delicato,
che necessita di particolare attenzione soprattutto nella scelta degli
allenatori, in rappresentanza di tutte le regioni linguistiche. Anche
la scelta dell’equipaggiamento è un processo delicato,
legato sia alle disponibilità finanziarie, sia alla necessità
di disporre di materiale adeguato. Nel caso dei giochi mondiali invernali
di Boise, questo processo si è rivelato assai complicato ed abbiamo
avuto notevoli problemi con l’abbigliamento ufficiale, tanto da
non riuscire a fornire gli stessi vestiti a tutta la delegazione.
Gli ultimi problemi incontrati durante la fase organizzativa della trasferta
a Boise sono stati i documenti e le procedure di immigrazione negli
Stati Uniti. Se il passaporto biometrico ha semplificato l’accesso,
i detentori di altri passaporti sono stati confrontati con la necessità
di recarsi all’ambasciata americana a Berna per l’ottenimento
del visto. Ma non tutto era risolto, perché al momento di partire
è stato negato il permesso di viaggio a due atleti, a causa di
dettagli nei documenti personali. Per questo motivo le due persone coinvolte
e un allenatore hanno dovuto ritardare il loro viaggio in America di
un paio di giorni.
Sul posto quasi tutto ha poi funzionato bene, ad eccetto dei trasporti.
Il sistema di trasporto per gli atleti da e per i centri sportivi presentava
delle lacune e nemmeno una richiesta specifica indirizzata agli organizzatori
ha permesso di migliorare i servizi. Il rientro ha infine riservato
l’ultima sorpresa e a causa del maltempo siamo stati costretti
a pernottare una notte supplementare ad Atlanta.
In conclusione l’esperienza di capo delegazione è stata
molto istruttiva ed ha confermato che la partecipazione ai giochi mondiali
è tutto fuorché una vacanza. Il ruolo di capo delegazione
è fondamentale per la delegazione, la quale non si deve occupare
minimamente della gestione dei problemi. Personalmente ho svolto questo
compito con molto interesse e motivazione ed il risultato è stato
molto gratificante: ho visto la gioia e la soddisfazione sui volti di
tutti gli atleti!
Aldo Doninelli