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21 - 28 giugno 2006 |
agli Special Olympics Austriaci |
Abbiamo fatto un piccolo resoconto
e raccolto dai protagonisti alcuni pensieri rivolti a quanto appena vissuto.
Entrambi abbiamo già vissuto un’esperienza internazionale
ma in tempi e luoghi diversi. Vivere quest’avventura insieme ha
rafforzato il nostro legame e quello della squadra intera. Già
trascrivendo i pensieri degli atleti la commozione ha preso il sopravvento. |
Vivere quest’avventura insieme, ha rafforzato il nostro legame e quello della squadra intera. |
Il caldo ha inciso abbastanza su mente
e fisico: non sempre è stato facile gestire il nervosismo e l’agitazione
del pre partita e superare i cali fisici, ma anche in questo siamo stati
una squadra. Possiamo solo ringraziare i nostri atleti per quanto ci hanno
fatto vivere, riflettere, reagire sul momento, ridere, scherzare, commuovere
e anche arrabbiare talvolta … Mattia e Tamara |
non sempre è stato facile gestire il nervosismo e l’agitazione |
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In mattinata ci rechiamo al Villaggio Olimpico
per l’accreditazione. Qui troviamo la squadra svizzera di equitazione
alla quale offriamo un passaggio verso il centro ippico. |
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Finalmente iniziamo a tastare il terreno di gioco
con un allenamento libero in palestra, scrutando le squadre antagoniste:
Austria, Spagna e Slovenia. Alle 18 ha inizio la cerimonia d’apertura con la sfilata che dallo Stadio porta al Villaggio Olimpico. Vi partecipano 17 nazioni europee e vari gruppi regionali austriaci. I nostri mostrano le prime emozioni e le ansie da grandi avvenimenti. La serata continua con l’apprensione per i risultati della nostra Nazionale di calcio in campo contro la Corea, mentre gli Opus allietano il pubblico con la mitica “Life is Life” . L’inizio ufficiale dei giochi è siglato dalla toccante accensione della fiamma olimpica. |
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Werner, sempre pronto a coinvolgerci nella realtà locale, ci conduce a Graz (ca. 45 minuti di auto). La visita è breve ma è sufficiente per ammirare la piazza centrale, il ponte avveneristico con tanto di ristorante e arena sul fiume. Dal castello infine abbiamo potuto ammirare la città dall’alto. Il tardo pomeriggio è caratterizzato dalle
prime partite di qualifiche contro la Spagna (persa) e l’Austria
(vinta). |
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La mattinata libera ci permette di poter curiosare
le altre discipline sportive. Andiamo così a vedere le atlete connazionali
impegnate nell’equitazione ed assistiamo poi ad una partita di pallavolo. Nel pomeriggio giochiamo la partita contro la Slovenia (vittoria!). Si può quindi stilare la classifica provvisoria: 1. Spagna 2. Svizzera 3. Slovenia 4. Austria La sera ci rilassiamo ancora al bowling. |
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In mattinata c’è l’ultima partita
di qualifica contro la Slovenia. Arriviamo al cardiopalma sul 27 pari
dopo 4 tempi…. E dopo la tattica della rinfrescata in faccia per
ricaricarsi, i nostri rientrano in campo e vincono il tempo supplementare.
Siamo in finale!!! Nonostante gli spagnoli siano stati nostri avversari
sul campo si è instaurata una bella amicizia. Abbiamo infatti passato
insieme la Special Night, scambiandoci le rispettive magliette ufficiali
di Special , ballando e facendoci dimenticare la sconfitta ai rigori della
nostra Nazionale impegnata contro l’Ucraina. |
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Abbiamo appuntamento con gli spagnoli per passare
l’ultima mattinata in piscina. Diversi atleti si commuovono nel congedarsi da questa
splendida avventura e nel lasciare gli amici appena conosciuti. Salutiamo
Werner con gli occhi lucidi, sapendo di aver incontrato una persona dal
cuore d’oro, sempre disponibile e gentile. |
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| Werner: Vi auguro
di continuare ad avere successo nella vostra vita, quanto ne avete avuto
qui agli Special Olympics a Kapfenberg. E’ stata un’esperienza
bellissima per me e mi auguro di rivedervi ancora una qualche volta. Ho
imparato molto sull’amicizia, sulla felicità e l’approccio
alla vita, specialmente sulla gentilezza per la quale vi ringrazio di cuore.
Buona continuazione! Michele: Tutta la settimana è stata a dir poco carica di emozioni fisiche e mentali e per questo alla fine di tutto ho scaricato le emozioni piangendo molto. Roberto: Siamo arrivati a rappresentare la nazionale Svizzera. E non fa niente se siamo arrivati secondi, l’importante è partecipare. Marco: Sono contento di essere venuto in Austria a partecipare agli Special Olympics. Ma soprattutto sono contento di far parte della squadra. Per me era la prima volta che venivo in Austria. Ho chiacchierato con la squadra spagnola. Mario: sono contento in mezzo a voi. Sono proprio felice, siete molto cari, siete molto amici, siete nel mio pensiero come la gioia. Io ho giocato con voi e sono felice. Nadja: Io sono molto contenta della mia squadra, di come abbiamo giocato a basket e non mi importa se siamo arrivati al secondo posto, l’importante è essere contenti. Luigi: sono contento di giocare con i compagni, di aver giocato a bouling col Werner, poi finito di giocare la partita ci siamo recati a casa sua e ci ha offerto caffè e biscotti. Corrado: L’accompagnatore che abbiamo avuto per tutta la settimana è stata una persona veramente eccezionale e lo ringrazio tantissimo per quello che ha fatto per noi e per l’accoglienza che ci ha dato. Luca: Sono felicissimo, è andato tutto bene, in questi 8 giorni sono stato in compagnia di persone speciali e vere. Lo dico sinceramente: era da tempo che non stavo così bene. |
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