21 - 28 giugno 2006

agli Special Olympics Austriaci

Abbiamo fatto un piccolo resoconto e raccolto dai protagonisti alcuni pensieri rivolti a quanto appena vissuto. Entrambi abbiamo già vissuto un’esperienza internazionale ma in tempi e luoghi diversi. Vivere quest’avventura insieme ha rafforzato il nostro legame e quello della squadra intera. Già trascrivendo i pensieri degli atleti la commozione ha preso il sopravvento.
È stata una settimana intensa, non tanto di impegni, ma di incontri, emozioni, scoperte di luoghi, di persone e di caratteri.


Vivere quest’avventura insieme, ha rafforzato il nostro legame e quello della squadra intera.

Ci sono stati degli incontri toccanti che rimarranno per sempre nel nostro cuore.

Per tanti è stata la prima trasferta all’estero, per altri la prima manifestazione così importante con tante persone. Ci sono stati degli incontri toccanti che rimarranno per sempre nel nostro cuore. Per citarne alcuni: l’atleta austriaco che tanto ci teneva a scambiare la maglia con Mattia, Juan e gli altri atleti spagnoli e il nostro accompagnatore Werner che con la sua famiglia hanno mostrato di avere un cuore d’oro.

Il caldo ha inciso abbastanza su mente e fisico: non sempre è stato facile gestire il nervosismo e l’agitazione del pre partita e superare i cali fisici, ma anche in questo siamo stati una squadra. Possiamo solo ringraziare i nostri atleti per quanto ci hanno fatto vivere, riflettere, reagire sul momento, ridere, scherzare, commuovere e anche arrabbiare talvolta …
Grazie per averci fatto provare tante emozioni che toccano il cuore e alimentano la voglia di andare avanti con tanto entusiasmo.

Mattia e Tamara

non sempre è stato facile gestire il nervosismo e l’agitazione

Diario della settimana

 


Partenza ore 6.50 da casa di Mattia per andare a prendere Tamara (10 minuti di viaggio per un complessivo di 4 km), …. ma dopo 200 metri da casa il furgone cade in panne… PANICO!!!
Dopo varie telefonate, alle 7.25 arriva il TCS per constatare che le martore si sono divertite con i tubi del nostro furgone. Trainato il mezzo in garage, Mattia si mette al lavoro (ma non era in vacanza??) e dopo quasi 2 ore di ritardo, siamo pronti per la partenza. Si ringraziano Stelio, Eros, Ivana e Floriana per il sostegno e la compagnia durante questo, per noi, tragico momento!

Partenza effettiva: 9.15, il traffico è scorrevole, il tragitto è lungo, il caldo e la sete ci costringono a diverse soste. Giungiamo alla meta alle 20.30.

Tutti sfiniti, facciamo una doccia e andiamo a cena con Werner, il quale oltre ad essere la nostra guida, si rivelerà un ottimo responsabile del tifo, delle escursioni e del tempo libero.



In mattinata ci rechiamo al Villaggio Olimpico per l’accreditazione. Qui troviamo la squadra svizzera di equitazione alla quale offriamo un passaggio verso il centro ippico.
Dopo aver gustato un buffet cinese, ci rechiamo al castello di Kapfenberg con il nostro cicerone Werner, dove ammiriamo alcuni uccelli rapaci.
Dopo la cena alla mitica Taverna, ci rilassiamo al bowling (uff… che giornata faticosa…)



Finalmente iniziamo a tastare il terreno di gioco con un allenamento libero in palestra, scrutando le squadre antagoniste: Austria, Spagna e Slovenia.
Gustiamo il lunch packet a casa di Werner, accuditi da Nonna Klemmer che ci ha preparato torte e biscotti, mentre Werner rispolvera il suo Canzoniere suonando la chitarra e cantando insieme ai nostri atleti.

Alle 18 ha inizio la cerimonia d’apertura con la sfilata che dallo Stadio porta al Villaggio Olimpico. Vi partecipano 17 nazioni europee e vari gruppi regionali austriaci. I nostri mostrano le prime emozioni e le ansie da grandi avvenimenti. La serata continua con l’apprensione per i risultati della nostra Nazionale di calcio in campo contro la Corea, mentre gli Opus allietano il pubblico con la mitica “Life is Life” . L’inizio ufficiale dei giochi è siglato dalla toccante accensione della fiamma olimpica.




Werner, sempre pronto a coinvolgerci nella realtà locale, ci conduce a Graz (ca. 45 minuti di auto). La visita è breve ma è sufficiente per ammirare la piazza centrale, il ponte avveneristico con tanto di ristorante e arena sul fiume. Dal castello infine abbiamo potuto ammirare la città dall’alto.

Il tardo pomeriggio è caratterizzato dalle prime partite di qualifiche contro la Spagna (persa) e l’Austria (vinta).
Werner non si smentisce e organizza un tifo da far invidia: tamburi, bandiera e famiglia urlante.


La mattinata libera ci permette di poter curiosare le altre discipline sportive. Andiamo così a vedere le atlete connazionali impegnate nell’equitazione ed assistiamo poi ad una partita di pallavolo.
Nel pomeriggio giochiamo la partita contro la Slovenia (vittoria!). Si può quindi stilare la classifica provvisoria: 1. Spagna 2. Svizzera 3. Slovenia 4. Austria
La sera ci rilassiamo ancora al bowling.



In mattinata c’è l’ultima partita di qualifica contro la Slovenia. Arriviamo al cardiopalma sul 27 pari dopo 4 tempi…. E dopo la tattica della rinfrescata in faccia per ricaricarsi, i nostri rientrano in campo e vincono il tempo supplementare. Siamo in finale!!!
Nel tardo pomeriggio il tabellone ripropone Spagna - Svizzera per la conquista del titolo. Il tifo è contagioso: Slovenia, Austria e il nostro Werner con famiglia, tamburi, videocamera, cappellino e bandiera svizzera sono dalla nostra parte! Gli spagnoli sono giovani e veloci e approfittano di un black out dei nostri, rifilandoci un secco 6 a 0. Accorciamo le distanze ma restiamo in passivo di 4 punti e con merito vince la Spagna. Malgrado l’ amarezza per la sconfitta sul filo del rasoio, resta la soddisfazione per la meritatissima medaglia d’argento!

Nonostante gli spagnoli siano stati nostri avversari sul campo si è instaurata una bella amicizia. Abbiamo infatti passato insieme la Special Night, scambiandoci le rispettive magliette ufficiali di Special , ballando e facendoci dimenticare la sconfitta ai rigori della nostra Nazionale impegnata contro l’Ucraina.



Abbiamo appuntamento con gli spagnoli per passare l’ultima mattinata in piscina.
Giunge però anche il momento della cerimonia di chiusura che segna la fine dei Giochi. Per alcuni ciò vuol dire concludere un’esperienza nuova, ricca di incontri ed emozioni indimenticabili.

Diversi atleti si commuovono nel congedarsi da questa splendida avventura e nel lasciare gli amici appena conosciuti. Salutiamo Werner con gli occhi lucidi, sapendo di aver incontrato una persona dal cuore d’oro, sempre disponibile e gentile.
Partiamo alla volta di Innsbruck. Sul furgone regna il silenzio e la tristezza dovuta alla partenza.
Anche il tempo mostra le sue lacrime … in Austria imperversa un forte temporale che procura cadute di alberi sulle strade e forte rallentamenti. Giungiamo all’ostello molto più tardi del previsto.

Dopo una breve visita nella cittadina di Innsbruck partiamo verso il Ticino.
Ad accoglierci in quel di Lugano ci attende un piccolo ma fedele comitato di benvenuto.

Echi di emozioni

 
Werner: Vi auguro di continuare ad avere successo nella vostra vita, quanto ne avete avuto qui agli Special Olympics a Kapfenberg. E’ stata un’esperienza bellissima per me e mi auguro di rivedervi ancora una qualche volta. Ho imparato molto sull’amicizia, sulla felicità e l’approccio alla vita, specialmente sulla gentilezza per la quale vi ringrazio di cuore. Buona continuazione!
Michele: Tutta la settimana è stata a dir poco carica di emozioni fisiche e mentali e per questo alla fine di tutto ho scaricato le emozioni piangendo molto.
Roberto: Siamo arrivati a rappresentare la nazionale Svizzera. E non fa niente se siamo arrivati secondi, l’importante è partecipare.
Marco: Sono contento di essere venuto in Austria a partecipare agli Special Olympics. Ma soprattutto sono contento di far parte della squadra. Per me era la prima volta che venivo in Austria. Ho chiacchierato con la squadra spagnola.
Mario: sono contento in mezzo a voi. Sono proprio felice, siete molto cari, siete molto amici, siete nel mio pensiero come la gioia. Io ho giocato con voi e sono felice.
Nadja: Io sono molto contenta della mia squadra, di come abbiamo giocato a basket e non mi importa se siamo arrivati al secondo posto, l’importante è essere contenti.
Luigi: sono contento di giocare con i compagni, di aver giocato a bouling col Werner, poi finito di giocare la partita ci siamo recati a casa sua e ci ha offerto caffè e biscotti.
Corrado: L’accompagnatore che abbiamo avuto per tutta la settimana è stata una persona veramente eccezionale e lo ringrazio tantissimo per quello che ha fatto per noi e per l’accoglienza che ci ha dato.
Luca: Sono felicissimo, è andato tutto bene, in questi 8 giorni sono stato in compagnia di persone speciali e vere. Lo dico sinceramente: era da tempo che non stavo così bene.
 
   
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