14 - 18 febbraio 2007

Campionati europei di sci di fondo

Special Olympics

 

Crna na Koroskem, cosa dite che possa essere ? La marca di una crema da sole, un villaggio turistico oppure, chissà, un’imprecazione? Dal 14 febbraio scorso un gruppo di atleti del Gruppo Sport Insieme Mendrisiotto e del Gruppo Sport Invalidi di Locarno sa cosa si cela dietro quelle tre parole. Crna na Koroskem è il nome di un piccolo villaggio sloveno, situato a pochi chilometri dalla frontiera austriaca. Un villaggio che dal 14 al 18 febbraio scorsi ha ospitato i Campionati europei di sci di fondo per persone portatrici di andicap mentale. 6 gli atleti svizzeri al via, tutti ticinesi.

 

 


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Due i loro monitori: Annamaria Nicoli e Roberto Porta. Decisamente cospicuo il bottino di medaglie raccolto. Mariarosa Laratta ha conquistato due medaglie d’oro. D’argento invece i due riconoscimenti ottenuti da Tatiana Monaco. Due argenti anche per Giovanni Nicoli. Un oro e un quarto posto per Giuseppe Carrara. Questi quattro atleti hanno sfidato avversari provenienti da tutta Europa sulle distanze dei 500 e dei 1000 metri. Un argento e un quarto posto invece per Nicola Cavadini che si è cimentato sulle brevi distanze, i 100 e i 50 metri. Sfortunata Cristina Roberto che si e’ ammalata proprio alla vigilia delle gare.
Decisamente proibitive le condizioni delle piste di sci di fondo, che gli organizzatori sono riusciti in extremis a salvare dal prepotente incombere della primavera. Pochi centrimetri di neve, molto ghiacciati, sono comunque bastati a garantire lo svolgimento di questi campionati in una regione, quella di Crna, che ospita regolarmente competizioni di livello internazionale per professionisti dello sci di fondo.

Non solo sport nel programma allestito dagli organizzatori sloveni. C’è stato spazio anche per momenti turistici, su tutti spicca senza dubbio la visita alle miniere di Mezica, a pochi passi da Crna na Koroskem. I ragazzi delle diverse squadre di sci di fondo hanno dovuto infilarsi un casco da minatore con tanto di lampada per farsi luce nel buio delle caverne di quelle vallate slovene.

Caverne che gli atleti hanno raggiunto a bordo di un minuscolo trenino, sugli stessi vagoni utilizzati fino al 1995 dai minatori che a turni 24 ore su 24 lavoravano nella miniera. In tutto 800 chilometri di cunicoli scavati dagli uomini, ma anche dalle donne e dai bambini della regione. Storie di sacrifici e di duro, durissimo lavoro. Oggi la miniera non e’ più sfruttata ed e’ stata trasformata in una delle attrazioni turistiche più frequentate della regione.

Ma torniamo in superficie, anzi sulle nevi e sugli sci, per sottolineare le difficili condizioni con cui i nostri atleti si sono dovuti confrontare. Neve ghiacciata, fondo irregolare e temperature decisamente poco accoglienti. Condizioni che avrebbero scoraggiato molte persone, ma non questi atleti. A loro un complimento e un augurio, quello di continuare sulla strada, anzi sulla pista, che percorrono ormai da anni, quella dello sport e dell’integrazione sociale.

Roberto Porta
da L'Informatore del 23.2.2007